LA "compagnia del sonno" si chiama Emma, un nome semplice pronunciabile in tutte le lingue. Emma - The sleep company, specialista tedesca di vendita online di materassi, cuscini, reti e accessori, è affidata in Italia a Maria Elena Manzotti. Modenese, 31 anni, è dal novembre scorso country manager dell'azienda nata a Francoforte, fondata nel 2015 e sbarcata nel nostro Paese nel 2017.
"Sono responsabile per l'Italia e supporto il team con l'obiettivo di disegnare la strategia globale di Emma nello sviluppo del business sul mercato italiano". Presente in oltre 30 paesi nel mondo, l'ultimo arrivato è il Giappone, Emma ha oltre 800 persone dislocate in diversi hub. Maria Elena Manzotti è nell'ufficio di Lisbona. "Ci consideriamo come un team unico, ci sono sedi a Francoforte, in Germania, a Manila nelle Filippine, a Città del Messico e a Shanghai".
Un trend in crescita per il marchio che nel 2021 ha raggiunto un fatturato di 645 milioni di euro, con un aumento del 59 per cento rispetto all'anno precedente. La percentuale di crescita in Italia è allineata a quella internazionale. Non ha store monomarca in Europa, collabora con più di 200 retailer e tremila negozi fisici, ma lavora principalmente sull'online.
"Con la pandemia l'incremento è stato alto, anche per il fatto che le persone hanno passato più tempo in casa e hanno preso coscienza di alcune esigenze vitali come il dormire bene". Emma ha un portfolio in espansione di articoli realizzati in gran parte in Europa, e un laboratorio di ricerca e sviluppo con esperti di neuroscienze, persone appassionate che trasformano le loro competenze in un prodotto di eccellenza e studiano gli aspetti del sonno a livello globale ma anche per i singoli paesi a cui il materasso è destinato.
Prospettiva Italia. Interviste, focus group, feedback: Manzotti è impegnata a cogliere tutte le opportunità di business. "I consumatori che si rivolgono al nostro sito trovano qualità e prezzi accessibili, mix non sempre facile da ottenere, ma combinazione ideale per migliorare la vita di tutti".
Di economia, confessa la manager, sapeva poco, "mi piacevano i numeri ma in un ambito che mi permettesse di avere a che fare con il pubblico". E quando si è trovata a scegliere il percorso di studio, la certezza era una: la futura attività avrebbe dovuto avere una prospettiva internazionale.
Perciò già al liceo scientifico che frequentava a Modena, è stata inserita nell'ambito di un programma di scambi culturali tra Paesi, che l'ha portata in una scuola italo-francese a Cannes per un paio d'anni.
Si laurea nel 2013 alla Bocconi in Economia aziendale e management, con una tesi sull'innovazione farmaceutica. Per la specializzazione entra in contatto con la Luiss a Roma, e consegue un master in Science in management of innovation.
"Cercavo un'esperienza formativa, al di là di aver viaggiato molto durante la triennale e aver fatto un intership a Madrid". La Luiss le offre poi l'opportunità di un'altra e più interessante esperienza all'estero. E lei sceglie la Fudan University di Shanghai per un Exchange program in business administration.
"Un ateneo eccellente dal punto di vista didattico e una nuova avventura. Ero un pochino spaventata, era il posto più lontano dove potessi andare, ma sono una curiosa e sempre contenta di vedere cose nuove. La mia famiglia, sono figlia unica, mi ha sempre supportato".
In Cina Maria Elena Manzotti sarebbe dovuta stare sei mesi poi invece è rimasta quasi un anno. "Il Paese ha rispettato le mie aspettative, mi sono confrontata, è stato un bel momento della vita. Non sapevo nulla della lingua cinese, non pensavo fosse necessario impararla, ma ho capito che era utile fare anche uno sforzo linguistico per integrarsi".
"Ho conosciuto un mondo diverso: dal modo di fare la spesa agli orari dei pasti, ma soprattutto dal punto di vista del pensiero. Le persone che ho incontrato venivano da tutti i Paesi del mondo. È stata l'occasione per una incredibile apertura mentale e mi ha dato modo di fare networking con un buon numero di persone. Tornata a Roma ho completato il ciclo di studi".
È il momento di misurarsi con il mondo del lavoro. La prima azienda in cui mette piede è Foodora, una società che ha un portale Internet, tedesca di origine con una propaggine in Asia, Food Panda, piattaforma online di consegna di cibo e generi alimentari.
"Ho lavorato nella branch europea di food delivery con base Milano, la prima città in Italia. All'inizio ero in intership, poi negoziavo con i ristoranti come venditrice, ho allargato gli spazi di mercato a Firenze, sono stata city manager e l'anno seguente mi hanno promossa responsabile di Ricerca e sviluppo per l'Italia".
Dopo tre anni la società ha deciso di dismettere le operazioni nel nostro e in altri Paesi ed è stata comprata da Glovo. "Sono rimasta per supportare questo passaggio per 3 mesi". È senior growth manager per un anno in OneDay Group, e country manager nella start up Qunomedical, piattaforma con sede a Berlino per viaggi medici e la possibilità per i pazienti di scegliere dove curarsi. "È durata però poco meno di un anno. Con la pandemia ci siamo trovati ad avere problemi di fondi".
Emma. The sleep company è un punto di arrivo ma anche una tappa. "Devo saper ascoltare le esigenze sia del mercato sia delle persone con cui lavoro attraverso un'efficiente comunicazione on line e il coordinamento con gli uffici e con i nostri partner".
L'importanza del sonno. "Il nostro vantaggio è la capacità di adattarci a qualsiasi livello di spesa, siamo sopra al 90 per cento di gradimento. Il materasso è un elemento della casa che si cambia una volta ogni otto, dieci anni, e questo è un trend globale. Accade per un trasloco, per la nascita di una nuova famiglia, per chi vuole dormire meglio".
Il valore aggiunto di Emma, secondo l'azienda, sono le 100 notti di prova che permettono al cliente insoddisfatto la restituzione del materasso. A questo punto c'è il nodo delicato dello smaltimento. "Una volta che i materassi delle 100 notti di prova sono stati restituiti e sono tornati in fabbrica, vengono attentamente esaminati e selezionati dagli esperti. Se la loro condizione non soddisfa i nostri standard di ricondizionamento, li doniamo ad associazioni benefiche oppure li sottoponiamo a un processo di riciclaggio. In questo modo limitiamo il più possibile i rifiuti e l'inquinamento legato alla distruzione dei nostri prodotti. Lo smaltimento ordinario viene invece gestito dai nostri fornitori".
Emma opera anche sui prodotti riciclati perché ha scelto di garantire una seconda vita ai materassi rimettendoli poi in vendita sul proprio sito. La Compagnia del sonno promuove la cultura del "materasso ricondizionato". Dopo una prima accurata ispezione delle schiume interne, i prodotti sono disinfettati con vapore secco grazie all'utilizzo di macchine certificate, in modo da eliminare il 99,99 per cento dei batteri e degli odori. Vengono poi inseriti in un nuovo rivestimento prima di essere incorporati negli stock.
I competitor sono diversi. In Italia esistono tante aziende, conosciute e presenti da anni sul mercato come Emiflex o nuove realtà. "Il panorama è molto vario. Come si affronta la competizione? Con l'essere trasparenti sul processo di acquisto on line, poi gioca la convenienza e la consegna del prodotto 'sottovuoto'. Che significa? Consegnare i materassi sottovuoto non solo rende il loro trasporto più semplice, ma anche più ecologico. In questo modo possiamo caricare più materassi su un singolo camion, rendendo necessari meno viaggi per le consegne e riducendo notevolmente le emissioni di CO2".
Approccio eco-responsabile, rispettoso dell'ambiente. Emma sostiene One tree planted, associazione non profit e partner ufficiale del Decennio delle Nazioni unite per il ripristino degli ecosistemi, con particolare attenzione alla deforestazione globale. Nel 2020 ha piantato 10 milioni di alberi e per aiutarla l'azienda per ogni ordine effettuato sul suo sito pianta un albero. Basta un click
In Italia ormai da un anno e mezzo, Maria Elena Manzotti prima delle restrizioni viaggiava ovunque. "La mia vita è cambiata in meglio. Tutto il tempo libero di cui dispongo lo trascorro all'aria aperta. Mi piace passeggiare e correre. Leggo di tutto, riesco perfettamente a realizzare il bilanciamento tra vita privata e lavoro".
"Sono legata al mio Paese, vedremo come andrà negli anni futuri. La mia famiglia è importante, il cibo italiano non ha paragoni, con gli amici è semplice, sono fortunata, viaggiando tanto ne ho un po' dappertutto. Gli ostacoli ci sono sempre. A me piace ragionare positivo. In Emma non ci sono paletti se vuoi avere famiglia e figli, non c'è alcun tipo di penalizzazione e sullo stipendio non si fa differenza tra uomo e donna".