Trasporto bambini in auto: come fare e cosa dice la normativa - alVolante.it

2023-02-05 17:20:25 By : Ms. Caney Huang

Quando si parla di trasporto bambini in auto, stiamo parlando di un tema molto importante e delicato, che è quello della sicurezza. Per essere portati a bordo, i bambini devono disporre di apposite sedute e dispositivi di sicurezza, che devono essere omologati, e inoltre bisogna seguire regole che possono cambiare se il piccolino è seduto sui sedili posteriori e nel sedile anteriore accanto a quello di guida. È dunque fondamentale pensare alla tutela dei bambini piccoli in auto poiché, data la loro fragilità, possono risentire di più eventuali urti o rimbalzi determinati da brusche frenate o da uno stile di guida nervoso (che sarebbe in ogni caso da evitare), e quindi è necessario pensare in primis alla loro sicurezza. Come? Tramite i seggiolini omologati e pensati per le loro esigenze, quindi adeguati al loro giusto peso, ma anche tramite l’uso di altri dispositivi che bisogna avere con sé per legge. 

In questa guida affronteremo tutti questi temi, approfondendo anche il tema legato alle sanzioni previste per chi viola la normativa e concludendo con un paragrafo dedicato ai casi particolari. 

Il riferimento normativo che tratta il tema del trasporto dei bambini in auto è l’articolo 172 del Codice della Strada, dedicato all’utilizzo delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta e sicurezza per bambini. 

Qui troviamo scritto quanto segue: “I bambini di statura inferiore a 1,50 metri devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite o alle equivalenti direttive comunitarie”. 

I bambini di età fino a 12 anni di età e a 150 centimetri di altezza sono obbligati ad “accomodarsi” su un seggiolino omologato, mentre i bambini di altezza superiore a 150 centimetri possono salire in auto senza usare la seduta e possono sedersi anche sul sedile anteriore.  

A tal proposito, i bambini non possono essere trasportati in auto su un seggiolino di sicurezza rivolto all’indietro su un sedile passeggeri protetto da airbag frontale, a meno che l’airbag non sia stato disattivato. 

Bisogna tuttavia precisare la presenza di alcune eccezioni: i bimbi che salgono a bordo di un taxi o di un’auto a noleggio con conducente possono viaggiare senza sistemi di ritenuta, ma devono essere soddisfatte due condizioni: 

Quando si parla di sistemi di ritenuta per bambini si parla dei classici seggiolini auto e di adattatori, ovvero rialzi o alzatine che permettono ai bambini (da un certo peso in su) di utilizzare le tradizionali cinture di sicurezza di cui l’auto è provvista. 

Per quanto riguarda questi sistemi, bisogna fare riferimento ai Regolamenti UNECE attualmente vigenti, ovvero il Regolamento 44 (Versioni 03 e 04), nonché il Regolamento 129 (Versioni 1 e 2). 

Partiamo dal Regolamento 44, che indica il peso dei bambini e quindi i seggiolini ripartiti in Gruppi in base prevalentemente al peso dei piccoli. 

La classificazione è la seguente: 

Le età segnate tra parentesi sono ovviamente indicative, perché al dato anagrafico non è necessariamente assegnato un peso specifico, ovvero chi ha 4 anni e pesa 18-19 kg, dovrà utilizzare un seggiolino omologato del Gruppo 2. 

Inoltre, i seggiolini auto devono essere usati fino all’altezza di 1,50 centimetri. È l’altezza il fattore prioritario che impone l’utilizzo obbligatorio del seggiolino o meno, indipendentemente dall’età del piccolo.

Inoltre, una norma introdotta nel 2017 ha stabilito che tutti i bambini di altezza inferiore a 1,25 metri sono obbligati a usare un seggiolino auto con schienale. Pertanto, i sistemi di ritenuta senza schienale potranno essere usati solo dai bimbi che sono più alti di 125 centimetri. 

Il Regolamento UNECE 129, invece, fa riferimento alla statura del bambino. Questa normativa definita anche i-Size, che si affianca al Regolamento UNECE 44 dando quindi una soluzione alternativa ai genitori in cerca di un seggiolino auto, prevede un aumento degli standard di sicurezza tramite la regolamentazione dei seggiolini auto in base all’altezza del bimbo.

La normativa prevede 3 fasi di sviluppo: 

Tutte le informazioni sull’omologazione sono indicate su un’apposita etichetta che è affissa al seggiolino. Questo certificato contiene alcuni codici e sigle, che hanno dei significati specifici: 

Il sistema Isofix è un sistema internazionale standardizzato che serve ad ancorare il seggiolino auto per bambini al veicolo stesso. Si tratta di un sistema molto più efficiente e sicuro rispetto a quello più classico delle cinture di sicurezza, perché se queste ultime proteggono prevalentemente il passeggero, il sistema Isofix aggancia l’intero corpo del seggiolino all’auto, diventando a tutti gli effetti un sedile passeggero in più.

Riepiloghiamo nella seguente tabella i vari Gruppi omologati di seggiolini esistenti e i criteri che li definiscono. 

La migliore posizione per il trasporto dei bambini in auto? Stando alle statistiche è quella posteriore centrale perché è situata lontana dai lati dove possono avvenire impatti, quindi è alla massima distanza da un possibile punto di contatto e collisione.

In realtà, questa posizione è anche la più scomoda, anche perché la sicurezza di questa posizione è garantita soprattutto dal sistema Isofix, e visto che la distanza tra due agganci Isofix segue uno standard universale e il posto centrale è generalmente più stretto rispetto ai due laterali, non è così frequente disporre degli agganci di questo sistema anche nella posizione posteriore centrale. 

La seconda posizione più sicura e sicuramente la più comoda per il trasporto bimbi in auto è quella posteriore lato passeggero o marciapiede. Prima di tutto perché è lontana dai flussi del traffico, se non si contano gli incroci o le rotatorie, in secondo luogo perché è più comodo far accomodare il piccolo e al tempo stesso uscire dal seggiolino. 

La posizione posteriore meno sicura, infine, è quella lato guidatore, perché statisticamente è quella più propensa a ricevere urti e collisioni. 

E il posto davanti, ovvero a fianco del guidatore? La legge non vieta in alcun modo il posizionamento del seggiolino sul sedile anteriore al lato del guidatore, a condizione che l’airbag sia stato disattivato e che il seggiolino sia posizionato in senso opposto a quello di marcia. 

In ogni caso, la cosa fondamentale alla quale prestare attenzione, oltre ad avere un seggiolino auto omologato in base alle caratteristiche del nostro piccolo, è quella di installarlo correttamente. Una volta sistemato, è sempre bene controllare che non si muova e che sia ben fissato: spesso, questa operazione di controllo è agevolata da alcuni sistemi interni al seggiolino che, in base o al colore o a uno scatto, indicano che la seduta è stata fissata correttamente. 

L’articolo 172 del Codice della Strada dedica un comma anche alla sanzioni previste per chi non utilizza i dispositivi di ritenuta per bambini: la sanzione amministrativa prevista è una multa di importo compreso tra 83 € e 333 €. In aggiunta a ciò, al conducente, che in quel momento è tenuto alla sorveglianza del minore e all’applicazione delle regole, subirà anche una decurtazione di 5 punti dalla patente. 

In caso di recidiva nell’arco di un biennio, è prevista anche una ulteriore sanzione amministrativa accessoria, che prevede la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi. 

Invece, chi altera i sistemi di ritenuta, sia a livello estetico sia di funzionamento, sarà tenuto a pagare una multa di importo compreso tra 41 € e 167 €. Infine, chi commercializza seggiolini non omologati, sarà tenuto a pagare una multa ben più salata, tra 866 € a 3.464 €. 

La cosiddetta alzatina, o rialzo, noto anche come “booster”, appartiene al Gruppo 3 di omologazione, quindi è riservato ai bambini fino a 12 anni di età circa, che hanno un peso da 22 a 36 kg e un’altezza inferiore a 150 centimetri. Queste alzatine, come è facilmente intuibile dal nome, hanno il fine di “alzare” il piccolino, per consentirgli un utilizzo corretto delle cinture di sicurezza. Sono sprovviste di braccioli e per funzionare correttamente e in maniera completa prevedono l’utilizzo delle cinture di sicurezza.

Una recente revisione della normativa europea R44/04 risalente al 2017, ha disposto l’obbligo della presenza di schienale per le alzatine per i bambini di altezza inferiore a 125 centimetri. Se dopo i 12 anni il bimbo non ha ancora superato quest’altezza, allora potrà usare l’alzatina priva di schienale e ovviamente con le cinture di sicurezza adeguatamente e opportunamente fissate. 

Poi ci sono anche i seggiolini trivalenti, che coprono gli ultimi 3 Gruppi (1, 2 e 3), provvisti di schienale, braccioli o rinforzi e protezioni laterali e poggiatesta regolabile. Praticamente supportano da 9 a 36 kg e, a livello anagrafico, partono da 8 mesi/1 anno e arrivano fino ai 12 anni di età.  

Può essere considerato un risparmio importante e una scelta azzeccata, soprattutto se si viaggia molto, tuttavia, come la maggior parte dei dispositivi che tendono a inglobare tutte le esigenze in un solo posto, non sono particolarmente raccomandate, soprattutto per i bambini più piccoli, ovvero al di sotto dei 3 anni di età, perché il livello di protezione può risultare minore rispetto a un seggiolino omologato e pensato proprio per quelle età e per quei pesi specifici. 

Un bambino è obbligato a viaggiare in auto a bordo di un seggiolino omologato finché non raggiunge l’altezza di 150 centimetri. Se ha superato l’età di 12 anni, ma è ancora più basso di 1 metro e mezzo, dovrà continuare a utilizzare il seggiolino. Se invece ha meno di 12 anni, ma è già più alto di 150 centimetri, potrà viaggiare in auto senza seggiolino. Insomma, è l’altezza a imporgli l’utilizzo del seggiolino o a liberarlo da esso: fino ai 150 centimetri, si sarà obbligati a usare un seggiolino omologato.

A causa di alcuni tragici fatti di cronaca che hanno riguardato la morte dei bimbi in auto per abbandono da parte dei genitori, spesso dovuto a dimenticanze, il governo ha deciso di varare una legge per rendere obbligatorio un dispositivo anti abbandono, che potesse allarmare i genitori nel caso in cui si “dimenticassero” del figlio in auto. Se un genitore va via e chiude l’auto e sul seggiolino resta il bambino, il dispositivo rileva la presenza di quest’ultimo e manda un segnale di allarme al genitore e a un altro paio di numeri di telefono. 

Il dispositivo anti abbandono è obbligatorio fino ai 4 anni di età e può essere integrato nel seggiolino auto o essere un accessorio a parte. 

Per non farsi sorprendere dalle forze dell’ordine e da eventuali multe e sanzioni, è molto importante verificare il corretto funzionamento di questo dispositivo, che ovviamente dovrà risultare attivo. 

Il dispositivo dovrà infatti attivarsi automaticamente ogni qualvolta il bimbo si siede sul seggiolino e inoltre deve essere in grado di trasmettere un segnale di allarme, dal punto di vista sonoro, visivo o percettivo (ad esempio come vibrazione) che sia percepibile sia all’interno sia all’esterno dell’auto (generalmente è connesso tramite bluetooth allo smartphone). Ovviamente il dispositivo deve funzionare con il seggiolino, quindi tramite il suo meccanismo di sensori e componenti elettroniche, deve saper riconoscere quando il bimbo è in auto o meno. Altro aspetto più importante è la conformità alla normativa UE e quindi la marcatura CE. 

Le sanzioni per chi non utilizza questo dispositivo è una multa da pagare di importo compreso tra 83 € e 333 €. 

In caso di famiglie numerose le cose si complicano. Magari non ci si pensa, ma tanto per fare un esempio, se si hanno 4 figli, è bene pensare prima della nascita del quarto ad acquistare una macchina più spaziosa e con più posti passeggeri. 

Con 3 bambini piccoli ce la si può ancora cavare, montando un seggiolino sul sedile anteriore lato passeggero e gli altri due sui sedili posteriori, uno lato marciapiede e uno lato guidatore. In questo caso l’altro eventuale adulto sarà costretto a sedersi sul sedile posteriore centrale. Inoltre, è bene sapere che esistono modelli di auto che presentano una parte posteriore più ampia e spaziosa e quindi sono equipaggiati con 3 sistemi Isofix.

L’alternativa è acquistare un’auto più spaziosa e omologata per il trasporto di oltre 5 persone. 

La normativa a cui abbiamo fatto riferimento sopra è una normativa europea, quindi è vigente in tutti i Paesi dell’Unione. Possono esserci alcune differenze in merito ai requisiti e ai criteri anagrafici o di altezza da Paese a Paese. 

Ad esempio, in Germania e in Svizzera il regolamento prevede che il bimbo in auto sia seduto su un dispositivo di sicurezza omologato fino all’età di 12 anni e fino all’altezza di 150 centimetri, come in Italia. 

In Spagna, il requisito anagrafico resta quello dei 12 anni, mentre il criterio di altezza scende a 135 centimetri. In Austria, oltre al requisito di altezza (che scende anch’esso a 135 centimetri), sale il requisito anagrafico (14 anni).

È una spaziosa cinque porte, filante come una coupé. I 245 CV del 2.0 turbo a benzina della BMW 430i Gran Coupé spingono forte e il consumo non è elevato. Lo stesso non si può dire del prezzo.

La Dacia Duster a Gpl è una suv low cost che abbina spazio, discrete prestazioni e bassa spesa per il carburante. Ma la dotazione di sicurezza è da migliorare.

Molto ricca, anche per la sicurezza, questa ibrida 4x4 è tutta nuova. Elevato il comfort offerto dalla Kia Sportage e parecchio lo spazio a bordo, pur con qualche dettaglio da rivedere.

© 2023 - Unimedia Srl - P.IVA 12481470156 - Tutti i diritti sono riservati - Web Agency